WOMAN FOR LIKE. Katia Mignogna, vicepresidente di “Arte e Libro”, onlus impegnata.

Articolo WOMAN FOR LIKE Interview ©Francesca Schenetti

Photos ©Anna Tcaplna di Aironefoto

Katia: ‘Nasco con la voglia di aiutare gli altri’.

La disabilita'? Ma chi dice cosa e' normale e cosa no?


Quando aiutare gli altri è una cosa naturale. Che viene da dentro. Quando la disabilità non fa paura, anzi, la si considera un aspetto della vita. Normale. Poi, chi dice cosa e chi sia normale o meno? Un animo sensibile, pronto a scendere in campo al fianco degli altri. E a ricevere, in cambio, soddisfazioni impagabili sotto il profilo umano. Katia Mignogna, 46 anni, ha trasformato la sua naturale inclinazione ad aiutare le persone più svantaggiate anche in un affascinante percorso lavorativo. Originaria di Tolmezzo –Ud, oggi è vicepresidente di “Arte e Libro”, onlus impegnata  nell’inserimento lavorativo di persone disabili o provenienti da situa-zioni di disagio. È fondatrice e amministratore dell’associazione Fuorionda Vacanza Accessibile.


Fin da giovane ti è sempre piaciuto aiutare gli altri. È così? “La passione per il volontariato mi accompagna da sempre, fin dagli anni in cui ero ragazzina. Mi ha offerto un percorso di crescita personale, soprattutto umana, davvero prezioso”.  

E poi, è arrivata l’opportunità di avviare una cooperativa in prima linea per favorire le persone svantaggiate… “Arte e Libro Onlus, ha da poco festeggiato i suoi 35 anni di attività, 25 dei quali vissuti insieme. Nata su intuizione del fondatore Paolo Grosso come laboratorio di incorniciatura (Arte) e legatoria (Libro), oggi si occupa in particolare di assemblaggio e confezionamento e rivolge i suoi servizi ad importanti aziende del territorio. Biofarma, Ramo, Ikea, Pidiemme, Euro&Promos e recentemente Pettarini e PMP Industires sono tra le aziende virtuose che hanno creduto in Noi, permettendoci di crescere significativamente e diventare ciò che siamo. Per Arte e Libro Onlus questo si traduce nella possibilità di avviare nuovi percorsi di inserimento lavorativo per persone disabili o provenienti dall’area dello svantaggio sociale, in particolare detenuti, ex detenuti o in regime di semi libertà provenienti dai diversi carceri della regione".


A questa storica attività se ne è affiancata un’altra. Di cosa si tratta? “Abbiamo dato vita al Fuorionda Vacanza Accessibile, nata 10 anni fa da un progetto di Arte e Libro Onlus, oggi è una associazione che si occupa di inclusione sociale attraverso il turismo accessibile. Nasce dal desiderio di organizzare uscite, vacanze e avventure per offrire a persone disabili fisiche e/o cognitive, anche gravi, l’opportunità di godere dei normali momenti di svago e relax, in vacanza, o solo per un weekend o per una serata in compagnia tra amici. Contestualmente desidera supportare le numerose famiglie nel beneficiare di aiuto, conforto e sollievo, anche psicologico, sgravandole almeno un po’ dalla quotidiana assistenza e cura della persona, permettendo loro di ritrovare energia e serenità, consapevoli che il loro caro è affidato ad una associazione che dell’aiuto ne ha fatto una missione. 


Quante sono le persone che gravitano attorno ad Arte e Libro Onlus e a Fuorionda? “In totale, tra collaboratori delle Onlus e ragazzi che portiamo in vacanza, siamo in 140. Una grande, splendida famiglia”. Riesce a coniugare lavoro e vita privata? Sì, perché condivido la vita con un uomo straordinario, Cristian Vida che, oltre a sostenere me e il mio impegno, si dedica a sua volta al volontariato. I ragazzi lo adorano perché è un “giullare” e con lui è impossibile non divertirsi.



A che punto è la società rispetto al tema della disabilità? La società è composta da individui e come tali, diversi tra loro; noi ne siamo un esempio.  C’è chi ci vive bene, c’è chi ci sta alla larga. Chi viene a chiederci di fare volontariato e chi gira il capo dall’altra parte per far finta che non esistiamo. Significativo il fatto che i primi, siano più numerosi dei secondi. Tuttavia se parliamo di inserimento lavorativo di persone svantaggiate tutto si complica e con il tempo abbiamo dovuto accettare l’idea che solo creando un contesto lavorativo “protetto”, a misura d’uomo, sia possibile identificare nei punti deboli della persona, i suoi punti di forza – integrandoli in un contesto “normalizzante”, ovvero un percorso che gli consenta di percepirsi come persona, come lavoratore, ovvero di essere in grado di concorrere al bene comune. 


Arte e Libro è un’azienda o una onlus? Noi soci di ‘Arte e Libro’ amiamo definirci imprenditori sociali. Siamo una cooperativa sociale, e come tale, abbiamo il duplice e ambizioso scopo, di fare impresa nel sociale, ovvero “creare e garantire un equilibrio tra il profit – necessario alla vita stessa della nostra azienda – ed il capitale umano – la risorsa più preziosa E se è vero che siamo il risultato delle nostre azioni, siamo davvero orgogliosi di ciò che siamo diventati!“.


Interview ©Francesca Schenetti

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