UOMINI DEL BUSINESS. MAURO SAVIO ( MODULBLOK )

Photo ©Anna Tcaplna di Aironefoto, text ©Luciano Patat for dresscodebiz.wordpress.com


IL 1976, ANNO DI SVOLTA, PER L’ALLORA GIOVANISSIMO MAURO SAVIO.



Leggi 1976 e pensi subito a un anno epocale per il Friuli. Il terremoto, la tragedia, la ricostruzione e la forza di un popolo che ha saputo rialzarsi dalle terribili conseguenze di un sisma capace di causare quasi 1.000 morti. Lui, Mauro Savio, guarda a quel tempo con occhi ancor più differenti. Perché per il patron di Modulblok il 1976 è stato uno spartiacque di vita, professionale e privata.



Riavvolgendo il nastro, Mauro nasce a Udine il 4 novembre 1957. La sua famiglia è originaria di Majano, dove papà Ottavio ha messo in piedi la ditta Friulana Parchetti. Il giovane Savio, dopo le scuole dell’obbligo, sceglie lo Zanon di Udine. Ma già da giovane, assaggia il duro pane del lavoro. Già, perché il “famoso” anno è là, in agguato, pronto a cambiargli l’esistenza. Già dall’estate del 1975 Mauro dà una mano all’azienda di famiglia, che attraversa una fase di difficoltà “e così – racconta – ho scelto di rendermi disponibile a offrire un aiuto in ufficio, visto il mio percorso di studi in ragioneria”. La svolta, per il suo cammino, è dietro l’angolo. Lascia i banchi dello Zanon – si diplomerà frequentando le serali e continuando a lavorare – e segue il corso che il destino ha disegnato per lui: nei primi mesi del 1976 viene venduto lo stabilimento della Friulana Parchetti, posizionato tra Majano e San Daniele, ma i macchinari relativi a parchettificio e segheria rimangono a Mauro.



Che fare? Lui è ancora un ragazzo, non ha ancora terminato gli studi, ma ha già la testa di un adulto. Nel marzo 1976 nasce una nuova azienda, la Savio Parchetti intestata a Mauro, con l’apertura a Majano della società. Un mese dopo, alcuni dipendenti della ditta di famiglia seguono il figlio dell’ex titolare, pronti per l’avventura. A mettere i bastoni tra le ruote, ma non a spezzare l’entusiasmo e la determinazione, ci pensa l’Orcolat del 6 maggio. Una scossa terribile percorre come un brivido di morte il Friuli “e il ‘debutto’ di uno dei nostri camion, appena acquistato, è stato proprio quello di resistere al sisma” racconta Savio.



Un anno ricco di sorprese, quello: perché il destino, dopo la distruzione del terremoto e la ripartenza di un Friuli che non si è spezzato, gli riserva ora la gioia di una nuova vita. “Durante l’estate ho scoperto che sarei diventato papà nei mesi successivi – ricorda con un sorriso – e così ho deciso di ‘regolarizzare’ questo bel percorso sposando, a settembre, mia moglie Mara”, donna e punto di riferimento, ancora oggi compagna di vita. Non basta, perché Mauro fa in tempo a diplomarsi, a luglio, con il massimo dei voti. Il suo anno spartiacque si chiude con la nascita, a dicembre, della primogenita Sara (nel 1980 sarà il turno di Silvia, che ora fa l’ostetrica).



La storia della Savio Parchetti prosegue fino al 1987, anno nel quale mancherà papà Ottavio. Nel corso dell’anno, per una serie di circostanze, nasce la Tecnoservice Assistance, specializzata in manutenzioni elettromeccaniche e impiantistica elettrica. Mauro le dà vita assieme ad alcuni amici e nel 1990 la realtà produttiva specializzata nei parchetti si trasferisce a Buja. Le due società si fondono una quindicina di anni dopo, diventando la Savio Srl, ma un’altra sterzata arriva nel 2006, quando Mauro fa il primo ingresso nel capitale sociale di Modulblok. Una azienda nata – altro segno del destino! – nel 1976 su idea di Bruno Petrei, che negli anni si specializza nelle soluzioni per magazzino. Nel 2012 Savio diventa socio di maggioranza, pur continuando a seguire anche le due ditte ‘storiche’. “Oggi, però, Modulblok impegna il 90%  delle mie energie”, racconta.



Sforzi ripagati dai risultati: il fatturato, sotto la sua guida, cresce in modo costante nel tempo, con un’impennata nel 2018, quando il bilancio previsionale, in attesa di una ‘certificazione’ definitiva, parla di un fatturato di oltre 35 milioni di euro, mentre 12 mesi prima si era fermato sotto i 25 milioni. Quale il segreto di una crescita di questa portata? “Noi – rivela Savio – puntiamo sui giovani e sulle professionalità tecniche. Il nostro sforzo costante di innovare e trovare le migliori soluzioni in ambito logistico ci sta ripagando. Teniamo molto anche alle certificazioni, un vero valore aggiunto”. E poi, sono costanti le migliorie allo stabilimento produttivo di Amaro, con investimenti pari a circa un terzo del valore di fatturato. E le idee per il futuro non mancano: “Punteremo sempre sull’innovazione, sulla formazione e sulle nuove dotazioni tecniche. Stiamo ampliando lo stabilimento in Carnia e guardiamo con favore alle ultime tecnologie, come per esempio l’impianto fotovoltaico che garantirà l’indipendenza energetica della sede, assicurando il fabbisogno del quale necessitiamo”. E poi, certo, l’obiettivo di performance economica è ben chiaro: “Puntiamo ai 50 milioni di fatturato”, annuncia con decisione il patron di Modulblok.



Oltre all’imprenditore, poi, c’è anche l’uomo. Mauro ama i viaggi, senza indicare una meta preferita, anche se l’esperienza in Corea del Nord lo ha colpito, per non parlare dell’Africa: “In quest’ultimo continente – racconta – ci sono stato per lavoro, scoprendo contatti umani e geografici che chi si muove per turismo non può conoscere”. Lettore onnivoro, oltre alla mente pensa anche al corpo: “Ogni mattina mi concedo una corsa di 10 chilometri, mi aiuta a scaricare lo stress”. Savio e la moglie Mara hanno tre nipoti: oltre a Enrico e Giuseppe, c’è il più grande, Matteo, diciotto anni ad agosto, che ha già assaggiato il lavoro in azienda. Perché Mauro, la sua prima esperienza in tal senso, la ricorda bene. Al pari di quella data, 1976, impressa a caratteri cubitali nel libro della sua vita.



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